- La città di Assisi
è conosciuta in tutto il mondo grazie a San Francesco.
- L'importanza storica della città è
legata comunque anche ad altri episodi che nel corso dei secoli
hanno segnato momenti di splendore ed altri, meno fortunati
correlati tragicamente a fatti d'arme.
- Molte sono le leggende che vogliono
dare nobili origini alla città di certo si può affermare che
Assisi fu un centro fondato dal popolo umbro.
- Subì, più tardi, l'influenza degli
Etruschi, come testimoniano i pochi reperti giunti sino a noi; ma a
darle un'identità ben definita furono i Romani.
- Infatti del municipio Asisium
restano ancora oggi numerose vestigie, come il bellissimo Tempio di
Minerva, alcuni resti di templi pagani, il Foro, l'anfiteatro,
epigrafi, cisterne, statue e tratti di mura.
- Dopo la caduta dell'Impero fu
assediata e conquistata dai Goti (545), ripresa dai Bizantini e più
tardi assogettata dai Longobardi, quindi seguì le sorti del Ducato
di Spoleto.
- Verso il Mille cominciò a tessere
la propria libertà comunale e risentì l'influsso di un certo
risveglio religioso e culturale che si diffondeva rapidamente anche
nel resto d'Italia.
- Vengono fondati chiese e monasteri,
costruiti o fortificati i castelli: la pianura, dopo la paziente
opera di bonifica dei monaci benedettini, venne destinata
all'agricoltura.
- Smaniosa di liberarsi dal dominio
opprimente di Federico I, detto il Barbarossa, insorse con una
sollevazione popolare che fu subito domata dall'esercito imperiale e
successivamente affidata al Duca di Spoleto.
- Fu in questo periodo che nacque San
Francesco; così Assisi ebbe il pregio di entrare di diritto nella
storia d'Italia e del mondo.
- Nel 1198 la città fu ceduta dal
Ducato di Spoleto al papa Innocenzo III che confermò i privilegi
della chiesa di Assisi con una bolla papale.
- Nel secolo successivo i confini
della città si estesero rapidamente e l'autorità si accentrò
nella figura del podestà.
- Dopo il dominio imperiale e quello
papale, la vita cittadina subì gli umori di numerose famiglie di
nobili e di condottieri.
- Le lotte per la libertà furono
comunque associate con quelle interne, dove due famiglie
primeggiarono su tutte: quella dei Nepis (Parte de Sopra), e quella
dei Fiumi (Parte de Sotto).
- Nuovi saccheggi si perpetrarono con
la lotta tra Perugia e Assisi, cui si aggiunsero terremoti, carestie
e pestilenze.
- Si susseguirono varie Signorie, fra
le altre quelle di Gian Galeazzo, Visconti, dei Montefeltro, di
Braccio Fortebraccio e di Francesco Sforza, sino ad arrivare alla
metà del '500, quando finalmente, con la conquista dell'Umbria da
parte di Paolo III, la città recuperò tranquillità e pace.
- Assisi ha dato all'Italia e al mondo
grandi personaggi: primi fra tutti San Francesco e Santa Chiara; e
ancora menti illuminate come il poeta latino Sesto Properzio, i
pittori Tiberio d'Assisi e Dono Doni; nomi dell'Otto-Novecento come
gli scrittori e storici Antonio Cristofani, Francesco Pennacchi e
Arnaldo Fortini che hanno contribuito notevolmente a far conoscere
questa città in tutto il mondo.
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- San
Francesco nacque
nell'inverno del 1182 da Pietro di Bernardone e Madonna Pica, una
delle famiglie più agiate di Assisi.
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- Il padre commerciava in spezie e
stoffe e sovente restava lontano dalla sua città per concludere
affari.
-
- Proprio mentre era in Provenza,
occupato nella sua professione, nacque il figlio, colui che doveva
diventare uno dei maggiori fari di luce del mondo.
-
- La madre scelse il nome di
Giovanni che fu subito cambiato in Francesco quando tornò Pietro
di Bernardone.
La fanciullezza trascorse felice sotto gli occhi vigili di Monna
Pica e sotto le attenzioni del padre che vedeva in lui il
proseguimento dell'attività di mercante.
- Studiò il latino, il volgare, il
provenzale.
- Studiò anche musica; le sue note
insieme alle sue poesie, furono sempre apprezzate nelle feste della
città.
- Divenne l'amico di tutti, sempre
presente ai convivi.
- Ma l'educazione precisa che gli era
stata impartita e la sana impostazione morale davano a tutto quello
che faceva, il senso dell'equilibrio.
- Tuttavia durante il periodo di
spensierata gioventù, non mancarono episodi di intolleranza.
- Ma fu proprio in una di queste
occasioni che spuntò il seme della mutazione futura.
- Era intento nel fondaco paterno a
riassettare la merce quando alla porta si presentò un mendicante:
chiedeva elemosina in nome di Dio e Francesco lo scacciò in malo
modo.
- Poi, però, pentito si mise sui suoi
passi e raggiuntolo vi si intrattenne, scusandosi ed elargendogli
dei denari.
- Appena ventenne partecipò alla
guerra tra Assisi e Perugia. Fu fatto prigioniero.
- Quel periodo plasmò l'animo del
giovane e tanto più il corpo si indeboliva tanto più cominciava a
subentrare in lui il senso della carità e del bene verso gli altri.
- Tornò a casa profondamente
ammalato.
- Le cure della madre ed il tempo lo
ristabilirono, ma la vita spensierata, che nel frattempo aveva
riassunto, gli sembrò vuota.
- Spinto da idee battagliere decise di
seguire un condottiero in Puglia, ma quando fu a Spoleto una notte
gli apparve il Signore ordinandogli di tornare indietro.
- Le parole di Dio suonarono in lui
come un richiamo.
- Sarà l'inizio di una graduale
conversione.
- Da quel momento la sua vita sarà
densa di episodi premonitori.
- Durante una breve permanenza a Roma
si spogliò dei suoi abiti e dei denari, più tardi in Assisi
davanti ad un lebbroso non fuggì come facevano tutti, ma gli si
avvicinò e lo baciò
.
- Tutto questo tra lo scherno e la
derisione degli amici e la delusione del padre. Solo in Madonna Pica
trovava conforto.
- Ma la strada era ormai spianata:
quel lebbroso era Cristo!
- Scelse il silenzio e la meditazione
tra le campagne e le colline di Assisi, facendo spesso tappa nella
Chiesetta di San Damiano a pochi chilometri dalla città
.
- E il crocifisso che era nella
cappellina gli parlò: "Va, ripara la mia casa che cade in
rovina".
- Allora prese le stoffe dalla bottega
paterna, le vendette a Foligno e portò i denari al sacerdote di San
Damiano.
- Ma l'intervento di Pietro di
Bemardone ruppe l'incantesimo e Francesco fu costretto a nascondersi
per sfuggire alle ire del padre.
- Più tardi la diatriba con il padre
ebbe una svolta con l'intervento del Vescovo di Assisi: Francesco
rinuncerò ai beni paterni e inizierà un periodo contrassegnato da
meditazioni e grandi rinunce.
- Cominciarono pure gli spostamenti;
di quel tempo è l'episodio del lupo di Gubbio, un animale che
incuteva terrore e morte. Francesco parlandogli lo ammansì
.
- Le gesta di questo "Uomo"
non passarono inosservate e dopo qualche tempo a lui si affiancarono
i primi seguaci: Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani, e di lì a
poco Egidio e Filippo Longo.
- Le prime esperienze con i compagni
si ebbero nella piana di Assisi, nel Tugurio di Rivotorto e alla
Porziuncola.
- Nuovi compagni si unirono ai primi;
come Francesco erano vestiti di un saio e di stracci.
- La data ufficiale della nascita
dell'Ordine dei Frati Minori è il 1210 quando Francesco ed i
compagni vengono ricevuti dal papa Innocenzo III che verbalmente
approva la Regola.
- Il Papa, in sogno, ebbe la visione
della Basilica Lateranense in rovina ed un uomo che la sorreggeva
per evitarne la distruzione. Quell'uomo era Francesco!
- Intanto la sede dell'ordine veniva
spostata da Rivotorto alla Porziuncola.
- Iniziano i contatti con Chiara
d'Assisi: è la genesi del ramo femminile del movimento, la nascita
dell'Ordine delle Povere Dame, le future Clarisse.
- Nel 1213 Francesco riceve dal Conte
Orlando di Chiusi il Monte della Verna. Inizia la predicazione a più
lungo raggio.
- Vuole raggiungere il Marocco, ma una
malattia lo ferma in Spagna.
- Nel 1216 ottiene da Onorio III
l'indulgenza della Porziuncola, Il Perdono di Assisi, la più
importante della cristianità dopo quella di Terra Santa.
- I seguaci del Santo si cimentano in
nuove predicazioni in Europa e in Oriente.
- Nel 1219 Francesco parte per Acri e
Damietta al seguito della crociata e giunge in Egitto alla corte del
sultano Melek el-Kamel.
- Poi prosegue per la Palestina.
- Intanto l'Ordine ha i suoi primi
martiri, uccisi in Marocco.
- Nel 1220 il Poverello torna in
Assisi.
- Ma i suoi ideali di povertà
, di carità
, di semplicità hanno fatto presa già su molti.
- Inizia un nuovo ciclo di
predicazioni nell'Italia Centrale e quindi nuovi viaggi al sud e al
nord della penisola.
- A Fontecolombo, nei pressi di Rieti,
redige una nuova Regola approvata poi da Onorio III.
- A Greccio, in dicembre, istituisce
il Presepio, una tradizione cara alla cristianità
.
- Nel 1224 sul Monte della Verna
riceve le stimmate, il segno di Cristo e della santità
.
- Ma ormai è stanco ed ammalato.
- Le predicazioni l'hanno provato
fuori misura.
- È sofferente e viene curato a San
Damiano, ospite di Chiara e delle Sorelle.
- Compone qui il Cantico delle
Creature di alta religiosità e lirismo dove sono contenuti in
forma raccolta tutti gli ideali della umiltà e della grandezza
francescana.
- Sentendo prossima la fine terrena
ordina di essere trasportato alla Porziuncola, in Santa Maria degli
Angeli, luogo di irradiazione del suo messaggio, dove muore al
tramonto della giornata del 3 ottobre 1226.
- Il 16 luglio di due anni dopo veniva
dichiarato Santo dal papa Gregorio IX.
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- Assisi
vanta di aver dato i natali ad un altro personaggio che insieme a
San Francesco ha significato molto nella storia e nella vita della
Città: Santa Chiara
- Chiara nasce da una nobile famiglia
nel 1194, da Favarone di Offreduccio di Bernardino e da Ortolana.
- La madre, recatasi a pregare alla
vigilia del parto nella Cattedrale di San Rufino, sentì una voce
che le predisse:"Oh, donna, non temere, perchè felicemente
partorirai una chiara luce che illuminerà il mondo".
La bambina fu chiamata
Chiara e battezzata in quella stessa Chiesa.
Si può senza dubbio affermare che una parte predominante della educazione
di questa fanciulla è dovuta proprio alla Cattedrale di San Rufino, la
sua Chiesa, dove poco distante sorgeva la casa paterna. L'ambiente
familiare di Chiara era pervaso da una grande spiritualità. La madre educò
con ogni cura le sue figlie e fu tra quelle dame che ebbero la grande
fortuna di raggiungere la Terra Santa al seguito dei crociati.
L'esperienza della completa rinuncia e delle predicazioni di San
Francesco, la fama delle doti che aveva Chiara per i suoi concittadini,
fecero sì che queste due grandi personalità s'intendessero perfettamente
sul modo di fuggire dal mondo comune e donarsi completamente alla vita
contemplativa. La notte dopo la Domenica delle Palme (18 marzo 1212)
accompagnata da Pacifica di Guelfuccio (prima suora dell'ordine), la
giovane si recò di nascosto alla Porziuncola, dove era attesa da
Francesco e dai suoi frati. Qui il Santo la vestì del saio francescano,
le tagliò i capelli consacrandola alla penitenza e la condusse presso le
suore benedettine di S. Paolo a Bastia Umbra, dove il padre inutilmente
tentò di persuaderla a far ritorno a casa. Consigliata da Francesco si
rifugiò allora nella Chiesina di San Damiano che divenne la Casa Madre di
tutte le sue consorelle chiamate dapprima "Povere Dame recluse di San
Damiano" e, dopo la morte della Santa, Clarisse. Qui visse per
quarantadue anni, quasi sempre malata, iniziando alla vita religiosa molte
sue amiche e parenti compresa la madre Ortolana e le sorelle Agnese e
Beatrice. Nel 1215 Francesco la nominò badessa e formò una prima regola
dell'Ordine che doveva espandersi per tutta Europa.
- La grande personalità di Chiara non
passò inosservata agli alti prelati, tanto che il Cardinale Ugolino
(legato pontificio) formulò la prima regola per i successivi
monasteri e più tardi le venne concesso il privilegio della povertà
con il quale Chiara rinunciava ad ogni tipo di possedimento.
- Nel 1243 durante un'incursione di
milizie saracene nel Monastero di San Damiano, Chiara scacciò con
un atto di coraggio la soldatesca.
- La fermezza di carattere, la
dolcezza del suo animo, il modo di governare la sua comunità con la
massima carità e avvedutezza, le procurarono la stima dei Papi che
vollero persino recarsi a visitarla.
- La morte di San Francesco e le
notizie che vari monasteri accettavano possessi e rendite
amareggiarono e allarmarono la Santa che sempre più malata volle
salvare fino all'ultimo la povertà per il suo convento componendo
una Regola (simile a quella dei Frati Minori) approvata poi dal
Cardinale Rainaldo (futuro papa Alessandro IV) nel 1252 e alla
vigilia della sua morte da Innocenzo IV, recatosi a S. Damiano per
portarle la benedizione e consegnarle la bolla papale che confermava
la su a regola; il giorno dopo (11 agosto 1253) Chiara muore,
officiata dal Papa che volle cantare per lei non l'ufficio dei
morti, ma quello festivo delle vergini.
- Il suo corpo venne sepolto a San
Giorgio in attesa di innalzare la chiesa che porta il suo nome.
- Nonostante l'intenzione di Innocenzo
IV fosse quella di canonizzarla subito dopo la morte, si giunse alla
bolla di canonizzazione nell'autunno del 1255, dopo averne seguito
tutte le formalità, per mezzo di Alessandro IV.
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Assisi - Itinerari Religiosi |
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Itinerari
tratti da "Guida rapida d’Italia" Volume 3 del Touring Club
Italiano - Edizione 1995
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Modi
di visita I primi due itinerari
suggeriti, tracciati in pianta, sono da percorrere interamente a piedi;
si consiglia pertanto di lasciare l'automobile in uno dei parcheggi
esterni alla città, anche perché limitazioni al traffico e
conformazione stessa dell'abitato rendono problematico l'utilizzo di
veicoli privati. L'automobile o i mezzi pubblici sono invece necessari
per raggiungere i luoghi francescani più esterni, suggestivi momenti
della storia religiosa e artistica della città, descritti nel terzo
itinerario.
La basilica di S. Francesco e piazza del Comune
Il Duomo e l'area
romana; S. Chiara e borgo S. Pietro
I luoghi francescani
esterni alla città
La
basilica di S. Francesco e piazza del Comune
La basilica francescana, principale monumento cittadino e uno dei
luoghi d'arte e di fede più conosciuti d’Italia, ha il contraltare,
all'opposta estremità di via S. Francesco, nella medievale piazza del
Comune, cuore dell'abitato e fulcro della città più antica.
Porta S. Francesco . La trecentesca porta merlata,
aperta da un arco a tutto sesto, è il principale ingresso alla città
da ovest Salendovi, vista sul convento di S. Francesco, con le poderose
costruzioni ad arcate che lo rendono simile a una grande e severa
fortezza.
Piazza Inferiore di S. Francesco Tutta cinta da bassi portici
quattrocenteschi, in origine destinati al ricovero dei pellegrini, e
chiusa sul lato meridionale dalla duecentesca portella di S.
Francesco, è dominata dalla mole della basilica con il possente
campanile, del 1239. In fondo a sinistra è l'oratorio di S.
Bernardino, della seconda metà del '400, con elegante portale
gemino scolpito sulla semplice facciata, quindi l'ingresso principale al
Sacro convento e, di fronte, il portale d'ingresso alla chiesa inferiore
di S. Francesco.
S. Francesco. La basilica, iniziata nel 1228, due anni dopo la
morte di Francesco, e solennemente consacrata nel 1253, è un grandioso
monumento concepito per l'esaltazione del messaggio francescano nella
chiesa rinnovata.
Promotore e forse anche ideatore del complesso fu frate Elia, vicario
generale e architetto dell'Ordine; con alcune aggiunte eseguite nel
corso del sec. XIV, prese l'aspetto attuale. Consta di due chiese
sovrapposte, di cui quella inferiore, che dal 1230 conserva il sarcofago
del santo, racchiude cicli di affreschi che costituiscono i più alti
esempi dell'arte italiana dei sec. XIII e XIV.
Chiesa
inferiore. Vi si accede dal
fianco per un portale gemino della fine del '200, preceduto da un
protiro di Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta (1486-87). L'interno,
con pianta a croce greca, è a una navata, divisa da basse arcate in
cinque campate, con cappelle laterali aggiunte alla fine del sec. XIII.
Nella campata d'ingresso, ampliata ai lati di due bracci.
affreschi seicenteschi alle pareti (Cesare Sermei e Girolamo Martelli),
due grandiose tombe gotiche del 300 e, fra esse, un pulpito dalla base
duecentesca con aggiunte e rifacimenti posteriori. Sulla sinistra, la
cappella di S. Sebastiano, con decorazione pittorica seicentesca; in
fondo. la cappella di S. Caterina, con affreschi di Andrea de' Bartoli
(1368) e vetrate trecentesche: all'altare, Crocifisso ligneo policromo
della fine '400. Di qui si accede a un suggestivo chiostrino (1492-93),
già cimitero, sul fianco destro della chiesa. Nella navata, alle pareti
resti di affreschi - in parte distrutti per l'apertura degli accessi
alle cappelle laterali - con scene della Passione (a destra) e storie
della vita di S. Francesco (a sinistra), opera del cosiddetto Maestro di
S. Francesco (c. 1253). Quasi in fondo alla parete sinistra, in una
nicchia sovrastante una tribuna gotica, Incoronazione della Vergine,
affresco di Puccio Capanna (sec. XIV). A metà della navata, una scala
scende alla cripta, scavata in seguito alla scoperta del sepolcro di S.
Francesco (1818) e sistemata nel 1932; dietro l'altare, protetta da una
grata in ferro, è l'urna in pietra che custodisce le spoglie del santo.
Le cappelle laterali hanno tutte vetrate dei sec. XIII e XIV; a
destra, nella 1^, affreschi di Dono Doni (1574-75); nella 2^, di S.
Antonio di Padova, affreschi di Cesare Sermei (1610) . La 3^ cappella,
della Maddalena, conserva preziosi affreschi (Santi e Storie della
Maddalena) della bottega di Giotto (c. 1314), forse con interventi
diretti del maestro. Nella 1^ cappella sinistra, Vita di S. Martino,
mirabile ciclo di affreschi opera di Simone Martini (1321-26). Nella
crociera, sopra il gotico altare maggiore, nelle vele della volta, sono
i celebri affreschi (Allegoria dell'Obbedienza, della Castità e della
Povertà; Apoteosi di S. Francesco), dovuti al Maestro delle Vele,
seguace di Giotto (1315-20). Nell'abside semicircolare, coro ligneo
intagliato e intarsiato del 1471.
Alle pareti e nella volta a botte del transetto destro, affreschi della
bottega di Giotto (Infanzia di Cristo; Miracoli postumi di S.
Francesco); alla parete destra, Madonna in trono con angeli e S.
Francesco, grandiosa composizione di Cimabue (1280); alla contigua
parete di fondo, in basso, cinque figure di Santi, di Simone Martini,
autore anche della Madonna col Bambino e Magi (1321-26) alla parete
destra, sotto una Crocifissione di scuola giottesca. In fondo, la
cappella si S. Nicola, con affreschi (Storie di S. Nicola) di scuola
giottesca, forse con interventi del maestro stesso (c. 1320-30); in una
nicchia sopra l'altare, monumento funebre di Giovanni Gaetano Orsini,
opera gotica di maestro umbro. Alle pareti e nella volta del transetto
sinistro, Passione di Cristo, ciclo di affreschi di Pietro
Lorenzetti e bottega (c. 1320); di Lorenzetti sono pure: Madonna e santi
(parete sinistra in basso), Stimmate di S. Francesco (parete destra) e
Madonna tra i SS. Francesco e Giovanni Battista nella cappella di fondo,
sotto la vetrata trecentesca.
Dai transetti due scale salgono al chiostro grande ( 1476), a
portico e loggia, sul quale incombe l'alta parte absidale della
basilica. Dalla terrazza del chiostro si accede al Museo del Tesoro; una
scala conduce invece alla chiesa superiore.
Museo del Tesoro. Custodisce preziosi reliquiari,
manoscritti, paramenti sacri appartenuti alla Basilica e un Grande
arazzo fiammingo del '400, raffigurante l'Albero francescano. Di
eccezionale valore: calice di Niccolò IV (c. 1290), Madonna con Bambino
statuetta eburnea di scuola parigina, (c. 1260-70), Messale di S.
Ludovico (scuola parigina, c, 1260-70), Paliotto di Sisto IV (su disegni
di Pollaiolo e Francesco Botticini). Fra i dipinti si segnalano: due
Crocifissi duecenteschi; un pannello del Maestro di S. Francesco (Il
profeta Isaia, c. 1280); S. Francesco tra quattro dei suoi miracoli,
paliotto del Maestro del Tesoro; pale d'altare cinquecentesche (Tiberio
d'Assisi, Spagna); due rare sinopie, una di Simone Martini (Elemosina di
S. Martino), I'altra di Jacopo Torriti (Creatore). Di grande interesse
è pure una raccolta di ceramica umbra medievale. Nelle sale adiacenti
è stata sistemata la collezione Perkins, raccolta di dipinti su
tavola di scuola fiorentina e senese dei sec. XIV-XV, tra i quali
un frammento con S. Francesco di Beato Angelico (c. 1430), S. Rocco di
Niccolò Alunno e S. Francesco che riceve le stimmate di Antoniazzo
Romano.
Chiesa superiore. Di stile gotico con influssi francesi, è a una
navata di quattro campate, dalle volte a crociera, con transetto e
abside poligonale. La visita inizia dal transetto, interamente
decorato da un grandioso ciclo di affreschi di Cimabue (Crocifissione;
Scene dell'Apocalisse; Storie di S. Pietro), iniziato intorno al 1277,
deperito nel colore per l'annerimento del bianco d'ossido di piombo.
Nell'abside, coro ligneo intagliato e intarsiato di Domenico Indivini
(1491-1501); nella volta sopra il gotico altare maggiore, quattro
Evangelisti di Cimabue, autore anche degli affreschi con le Storie di
Maria che decorano le pareti. Nella navata, lungo le pareti in alto, a
lato delle vetrate, si svolge in due zone un ciclo di affreschi .(Storie
del Vecchio e del Nuovo Testamento), ritenuti in parte opera di pittori
di scuola romana (specialmente di Jacopo Torriti) e in parte di seguaci
di Cimabue e, forse, del giovane Giotto (Storie della vita di S.
Isacco). Nella metà inferiore, sotto il ballatoio che corre tutto
intorno alla navata, è il celebre ciclo di affreschi raffiguranti in 28
riquadri episodi della vita di S. Francesco, che Giotto cominciò a
dipingere nel 1296. Di pregio sono le vetrate medievali che, nonostante
i rifacimenti, costituiscono una delle più complete raccolte esistenti
in Italia; le più antiche sono quelle dell'abside, forse precedenti al
1253, attribuite a maestranze tedesche.
Piazza Superiore di S. Francesco. Dalla chiesa si esce sulla
piazza superiore, dominata dalla semplice facciata duecentesca, ispirata
alle forme del romanico locale. ornata di un portale gemino di gusto
francese, con rosoncino cieco, presenta sopra la cornice del marcapiano
un grandioso rosone a quattro fasce concentriche; lo affiancano i
simboli in rilievo degli Evangelisti.
Sacro convento. Fu eretto insieme alla basilica e trasformato nel
'400, con l'aggiunta delle poderose sostruzioni sulla scarpata.
Racchiude nel suo interno ambienti di grande interesse, tra i quali la
sala Capitolare, con un grande affresco di Puccio Campana (Crocifissione
e santi), che custodisce le reliquie di S. Francesco (vi si accede anche
dalla chiesa inferiore, per una scala che sale dal transetto destro); il
grandioso porticato lungo il fianco sud-ovest del convento; il
monumentale Refettorio (m 53 x 13) con una tela di Francesco Solimena,
raffigurante l’Ultima Cena (1717).
Via S. Francesco. Il lungo asse medievale, anticamente chiamato
"Via Superba", sale quasi rettilineo dalla basilica al centro
della città tra case medievali e palazzi nobiliari seicenteschi. Al N.
14 è la quattrocentesca casa dei Maestri Comacini, al N. 12, la lunga
fronte del seicentesco palazzo Giacobetti; subito dopo, a destra, I'oratorio
dei Pellegrini, resto di un ospedale quattrocentesco, decorato
all'interno di affreschi di scuola umbra del '400; al N. 3 è il
duecentesco portico del Monte Frumentario, facente parte delI'antico
ospedale della comunità, accanto al quale è la fonte Oliviera, del
1570. Passato un arco del '200, già porta dell'antica cinta muraria, si
prosegue per la via del Seminario, fiancheggiando il Seminario diocesano
(sec. XII-XV) e altre case medievali. La via Portica, ove è l'ingresso
del Museo Civico, conduce in piazza del Comune.
Museo civico. È situato nella romanica cripta di S. Nicolò
(sec. XI; ingresso al N. 2 di via Portica), unico resto dell'omonima
chiesa. Il museo accoglie reperti di epoca umbro-romana, con frammenti
di statue romane, sarcofagi cippi funerari e lapidi provenienti dal
territorio di Assisi. Dalla cripta si accede per un corridoio all'area
del supposto foro romano, con parte della pavimentazione originaria in
lastre di pietra; si riconoscono il tribunale e il grande basamento
destinato a sostegno di un'edicola con le statue di Castore e Polluce.
Piazza del Comune. Centro della città, sul sito dell'antico foro
romano, è un tipico spazio medievale, ornato al centro da una fontana
cinquecentesca con tre leoni in pietra. Ne occupa il lato meridionale la
lunga fronte del palazzo del Priori, ora Municipio, eretto nel
1337 ma fortemente restaurato nelle finestre e nei merli di coronamento;
I'edificio, costituito da diversi corpi di fabbrica, include la
cosiddetta volta picta, passaggio voltato a botte, ornato da
decorazioni cinquecentesche. Sul lato opposto, segnalato dall'alta e
merlata torre del Popolo (alla base, lapide con misure utilizzate
ad Assisi nel '300), è il duecentesco palazzo del Capitano del
Popolo, falsato da un intervento novecentesco. Accanto, il pronao a
colonne scanalate, con capitelli corinzi, trabeazione e frontone, del tempio
di Minerva, slanciato edificio del I sec. a.C., trasformato
in chiesa (S. Maria sopra Minerva) nel 1539; I'interno è
barocco.
Pinacoteca
comunale. Sistemata al
pianterreno del palazzo dei Priori, raccoglie affreschi staccati da
edifici di Assisi e del territorio e dipinti di scuola giottesca dal
sec. XIV al sec. XVI. Tra gli affreschi, grande composizione ispirata
alla cultura cavalleresca, proveniente dal palazzo del Capitano del
Popolo (c. 1282); croce dipinta di maestro giottesco; Madonna col
Bambino e S. Francesco, frammento di Puccio Capanna (1314); Maestà di
scuola giottesca di eccezionale qualità (prima del 1305). Inoltre,
opere del ‘400 e ‘500 umbro di Ottaviano Nelli (Madonna in trono),
Niccolò Alunno (gonfalone della Madonna della Carità), Andrea
d'Assisi, Tiberio d'Assisi, Dono Doni.
Chiesa
Nuova. La barocca chiesa (1615)
sorge su interessanti resti di costruzioni medievali (accessibili) che
la tradizione indica come appartenute al padre di S. Francesco, Pietro
Bernardone. Nel vicolo dietro la chiesa è l’oratorio di S.
Francesco Piccolino piccolo e rustico ambiente a pianterreno
dell’edificio abitato dai genitori del santo, dove, sempre secondo la
tradizione, la madre Pica si sarebbe recata a partorire sulla paglia.
L’interno, trasformato in luogo sacro dopo la metà del ‘200,
conserva frammenti di affreschi sovrapposti dei sec. XIV e XV.
Il
Duomo e l'area romana; S. Chiara e borgo S. Pietro
Dal Duomo ci si inoltra nell'area che più chiaramente porta i segni
dell'età romana fino alla basilica di S. Chiara, ricca d’importanti
opere d'arte. Borgo S. Pietro è un caratteristico quartiere
tardomedievale che si sviluppa nello spazio terrazzato tra la cerchia più
antica e le mura trecentesche.
Via S. Rufino. Ripida e tortuosa, conserva nonostante i
rifacimenti un forte carattere medievale. Da piazza del Comune sale tra
case antiche a piazza S. Rufino ornata da una fontana duecentesca sul
fondo, imponente, la facciata del Duomo.
Duomo. Dedicato al patrono, S. Rufino, fu eretto a partire dal
1134 nel luogo in cui sorgeva una basilica del sec. XI e consacrato nel
1228. Maestosa e austera la facciata romanica, con tre portali
riccamente scolpiti e tre rosoni circondati da rilievi. L'accompagna una
possente torre campanaria, appartenente alla preesistente basilica e
innalzata su una cisterna romana. L'interno, a tre navate su pilastri,
con cupola, fu rinnovato nel 1571-85 da Galeazzo Alessi, stucchi
seicenteschi del ticinese Agostino Silva. Ai lati del portale maggiore,
statue di S. Francesco di Giovanni Dupré (1882) e di S. Chiara di
Amalia Dupré (1888). All'inizio della navata destra è I'antico fonte
battesimale, con una mostra ottocentesca in terracotta; segue la barocca
cappella del Sacramento, del 1663. All'ultimo altare della navata
destra, Cristo in gloria di Dono Doni (1550), autore anche di due
pregevoli opere nel presbiterio (Crocifissione e Deposizione dalla
Croce; 1563). Nell'abside, coro ligneo del 1520; la parete della navata
sinistra poggia su un muro romano, parzialmente rimesso in luce.
Museo del Duomo. Vi si accede per un corridoio adiacente alla
navata destra, ove sono sistemati capitelli e frammenti architettonici
romanici della preesistente basilica accoglie arredi e paramenti sacri,
codici miniati, affreschi staccati dall'oratorio di S. Rufinuccio (sec.
XIII) e da altre chiese della città. Tra i dipinti, opere di Puccio
Capanna, Pace di Bartolo, Dono Doni, Matteo da Gualdo e un trittico di
Niccolò Alunno (1470). Dall'esterno del Duomo si può accedere anche
alla cripta della chiesa primitiva con resti di affreschi dei sec
XI-XII e un sarcofago romano scolpito del sec. III
Via S. Maria delle Rose. Lungo la caratteristica via, che parte
di fronte al Duomo, si incontra il romanico palazzo dei Consoli (1225).
Una piazzetta ombreggiata da tigli accoglie l’ex chiesa di S.Maria
delle Rose, di antica fondazione ma più volte trasformata.
Porta Perlici. Aperta nelle mura medievali, al termine della
tortuosa via omonima che si stacca da piazza S. Rufino, risale al sec
XII: ha un duplice arco interno e stipiti formati da massi umbro-romani.
Il quartiere adiacente, caratteristico per le antiche case, specialmente
lungo la via del Comune Vecchio, conserva la planimetria a reticolato
della città romana e alcuni interessanti resti archeologici tra cui
quelli dell'anfiteatro (veduta d`insieme da una terrazza accessibile da
via Anfiteatro), dei primi tempi dell'impero e del coevo teatro (tre
arcate in via del Torrione). Dall'anfiteatro, vista, sulla destra, della
Rocca Minore, detta Rocchicciola, eretta nel 1367 sull'estremità
nord-orientale delle mura urbiche.
Rocca Maggiore. La fortezza medievale, fatta ricostruire
nel 1367 dal cardinale Albornoz, si erge su un picco roccioso che domina
Assisi e la valle: vi si sale per una strada che si inerpica da porta
Perlici. Consta di una cinta trapezoidale con torri angolari e del
cassero con l'alta torre quadrata del mastio (panorama sulla Valle
Umbra). Interessante è la visita delle varie parti dell’interno.
Basilica di S. Chiara. Superata la medievale portella di S.
Giorgio, prospetta su una vasta piazza, con panorama sulla Valle
Umbra (a destra si riconoscono l'abside e il campanile di S. Maria
Maggiore). La chiesa, eretta in pure forme gotiche nel 1257-65, ha una
sobria facciata in pietra locale a bande bianche e rosa, con unico
portale a tutto sesto e rosone centrale; al lato sinistro si appoggiano
tre grandi archi rampanti ( 1351 ). A fianco, affacciato alla valle, è
l'antico monastero delle Clarisse (di clausura: non si
visita), ampliato nei sec. XIV-XVI.
Il severo interno, a una sola navata scandita da quattro alte
campate gotiche, conserva affreschi, nella volta sopra il presbiterio e
nei transetti, e dipinti, tutti della fine del '200, tra cui: nel
transetto, icona raffigurante S. Chiara e storie della sua vita (a
destra); Madonna (a sinistra); Crocifisso su tavola, nell'abside,
attribuito al Maestro di S. Chiara. Dalla navata si passa a destra nella
cappella di S. Giorgio, divisa da una vetrata a formare la cappella
del Sacramento, impreziosita da affreschi umbri di scuola giottesca
(Madonna col Bambino, di Puccio Capanna) e da tavole trecentesche; al
centro della vetrata, Crocifisso del sec. XII che, secondo la
tradizione, parlò a S. Francesco in S. Damiano; a destra, al di la
della grata, altre reliquie Francescane. Nel sotterraneo della chiesa,
cripta neogotica (1851-72), con l’urna che custodisce il corpo
della santa, trovato nel 1850 sotto l'altare maggiore.
Piazza del Vescovado. Vi sorge la chiesa di S. Maria Maggiore
(vedi sotto); dall'adiacente giardino si scorgono i resti della cinta
romana. A fianco della chiesa è il palazzo Vescovile, ricostruito nel
'600, dove S. Francesco fece la rinuncia dei beni patemi.
S. Maria Maggiore. Primitiva cattedrale di Assisi, ubicata fuori
dal recinto di mura, fu fondata nel sec. X sopra un edificio romano e
rinnovata nel XII. Romanica, presenta una semplice facciata scandita da
lesene in tre comparti; notevole è l’abside semicircolare.
Nell’interno, resti di affreschi di sec. XIV e XV.
S. Pietro. La chiesa, romanico-gotica, fondata nel sec. X e
ricostruita nel corso del '200, sorge ai margini dell'omonimo quartiere
popolare di formazione trecentesca; la facciata ha tre portali (quello
mediano con due leoni e stipiti decorati) e altrettanti rosoni.
All’interno, a tre navate su pilastri, con abside semicircolare e
singolare cupola, lungo le pareti e in controfacciata, monumenti funebri
trecenteschi; in una cappella a sinistra dell'abside, frammenti di
affreschi dei sec. XIII-XIV. Dal piazzale antistante alla chiesa,
panorama sulla conca di Assisi; a poca distanza è porta S. Pietro del
sec. XIV, con merlatura guelfa.
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I
luoghi francescani esterni alla città
Fuori dalla cerchia urbana, i suggestivi luoghi del francescanesimo
primitivo: il convento di S. Damiano, I’eremo delle Carceri, nel verde
del monte Subasio come i resti dell'abbazia di S. Benedetto, e la
basilica di S. Maria degli Angeli, nella piana, circondata dalla moderna
conurbazione che ne porta il nome
S. Damiano. Fuori da porta Nuova, circa a km 2.5 a sud del centro
storico, il semplice organismo conventuale sorse attorno a un oratorio
campestre, dove, secondo la tradizione, nell'estate del 1205 il
Crocifisso (oggi in S. Chiara) parlò a S. Francesco; nel 1212 vi si
insediarono S. Chiara e le sue compagne. Precede il convento un portico,
sulla destra del quale si apre la cappella di S. Girolamo, affrescata da
Tiberio d'Assisi (1517-22). Nel semplice interno della chiesa, a navata
unica, in una cappella a destra, Crocifisso ligneo di fra' Innocenzo da
Palermo (1637); nell'abside, affreschi degli inizi sec. XIV e coro
ligneo di primi anni del '500. Di qui per un vestibolo, con un affresco
di Pier Antonio Mezzastris (Crocifissione, 1482), si passa nel coro
delle Clarisse. Si visita quindi parte del convento: il giardinetto di
S. Chiara, sotto il quale S. Francesco compose il "Cantico delle
creature"; l'oratorio di S. Chiara, il dormitorio ove morì la
santa; il chiostro con affreschi di Eusebio da S. Giorgio (1507); il
suggestivo refettorio, affrescato da Dono Doni (sec. XVI).
S. Maria di Rivotorto. A circa Km 3.5 a sud-est, presso la
statale verso Foligno, la chiesa è ricostruzione neogotica (1853) del
primitivo edificio (sec. XVII), sorto attorno al tugurio ove S.
Francesco e i suoi primi compagni dimorarono dal 1208 al 1211, quando
ebbe inizio l'Ordine dei Minori.
Eremo delle Carceri. In una selva fitta di querce e lecci,
a m 791 sulle pendici del monte Subasio, si trova a km 4 a est, uscendo
da Porta dei Cappuccini per una strada panoramica che sale tra
ulivi. Luogo di ritiro di S. Francesco e dei primi compagni, nel 1426 S.
Bernardino da Siena vi eresse un piccolo convento. Si visitano la
chiesetta, I'oratorio primitivo, raccolto ambiente in parte scavato
nella roccia, e la "grotta di S. Francesco", luogo di riposo e
di meditazione del santo. Suggestiva è la passeggiata nel bosco, ove si
aprono grotte di eremiti.
Abbazia di S. Benedetto. Più avanti (m 729), sulla stessa strada
dell'eremo delle Carceri, fu fondata forse nel sec. X. Dell'antico
edificio, distrutto nel 1399, rimangono le mura perimetrali, la parte
absidale e la bella cripta del sec. XI. Proseguendo ancora si raggiunge
(km 11.5) la vetta del monte Subasio m 1290, con ampie praterie
legate all'antica pratica della pastorizia e numerose doline carsiche.
Ampio panorama fino al lago Trasimeno, al monte Amiata e all'Appennino
umbro-marchigiano.
S. Maria degli Angeli. Si trova a km 5 da Assisi, nella piana (m
218) ai piedi della città: se ne ha una bella vista scendendo dal
centro storico. La basilica, uno dei maggiori santuari d'ltalia, sorge
nel luogo in cui S. Francesco fondò l'ordine (1208), dimorò di
frequente e morì. Il monumentale edificio rinascimentale, dall'alta
elegante cupola, fu eretto tra il 1569 e il 1679 su progetto di Galeazzo
Alessi; ebbe ricostruito il piedicroce nel 1840 e una nuova facciata
baroccheggiante nel 1928. L'interno, ampio e solenne, è a tre
navate su pilastri dorici, con cappelle laterali (tele
sei-settecentesche) e profondo coro. Sotto la cupola è la cappella
della Porziuncola, semplice oratorio dei sec. X-XI, decorato
all’esterno di affreschi del '300 e '400, tra i quali, alla parete
absidale, Crocifissione di Pietro Perugino, ridipinta nel 1830
(l’affresco sulla fronte è di Friedrich Overbeck, 1829); nel nudo
interno, annerito dal fumo delle lampade, ancona di llario da Viterbo
(1393). Nel presbiterio a destra, è la cappella del Transito, la
cella ove Francesco morì la sera del 3 ottobre 1226, nell'interno,
affreschi di Spagna (1520 c.), statua di S. Francesco di Andrea della
Robbia e, in una teca sopra l'altare, la corda che cingeva i fianchi del
santo. Sotto il nuovo presbiterio, moderna cripta (1968) ove sono
visibili muri di fondazione e resti del pavimento della Casa del Comune,
ove si radunavano i frati ai tempi di S. Francesco ( 1221 ); all'altare,
dossale di Andrea della Robbia. Si visitano inoltre, sulla destra della
basilica, il celebre roseto, con rosai senza spine, la cappella
delle Rose, affrescata da Tiberio d'Assisi (1506-16), la cappella
del Pianto, restaurata nel 1926. Nel refettorio dell'antico e
suggestivo conventino, (sec. XIV)) è allestito un Museo
con paramenti sacri, oggetti liturgici e opere d'arte dei sec. XIV-XVIII,
tra cui ritratti di S. Francesco di Cimabue e del Maestro di S.
Francesco (sec XIII), Crocifisso di Giunta Pisano (1236-49) e una
piccola raccolta etnografica. |
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