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Vibo Valentia
Vibo Valentia è un comune di 33.957 abitanti, capoluogo
dell'omonima provincia.
Storia
In principio fu un centro appartenente ai Bruzi che la
denominarono Veip (da cui deriva "Vibo"), in seguito, fu
colonia greca con il nome di Hipponion. Nel 192 a.C. i romani
vi insediarono una colonia chiamandola Valentia e,
successivamente, in epoca imperiale, Vibo Valentia. I
bizantini provvidero a fortificarla ma i saraceni, verso il X
secolo, la distrussero; Federico II di Svevia la ricostruì e
ne cambiò il nome in "Monteleone" o "Monteleone di Calabria"
che la città conservò fino al 1928, quando il ministro dei
Lavori Pubblici Luigi Razza decretò di adottare nuovamente la
denominazione romana di Vibo Valentia.
Già al tempo dei Greci prima e dei Romani poi, eletta
Municipio, conobbe una sua centralità strategica e politica,
tanto che ebbe l'onore di ospitare Giulio Cesare, Ottaviano e
Cicerone, che la ricorda nelle sue lettere. La costruzione
della Via Popilia interessò la città che divenne un'importante
stazione. La ricchezza di legname, fornito dall'entroterra,
favorirà il sorgere presso il porto di industrie navali.
Fu una delle prime sedi episcopali, che Ruggero il Normanno
trasferi nella sua Mileto.
Nell'ottocento i Francesi la elevarono a capoluogo della
Calabria Ultra e da allora fino a pochi decenni addietro
fiorirono tanti mestieri, il cui ricordo è nel nome di strade
(Via Forgiari, Via Chitarrari, Via Argentaria, ecc.) e di
istituzioni come il Real Collegio Vibonese (l'ancora esistente
Convitto Filangieri e il teatro Comunale, demolito
incautamente negli anni '60).
Sotto il Fascismo, per opera di Luigi Razza, giornalista,
politico, deputato al Parlamento e Ministro dei Lavori
Pubblici nel periodo fascista, che tra l'altro volle la
costruzione del Palazzo del Municipio, eseguito in perfetto
stile fascista, ebbe un grande rilancio nel campo dei lavori
pubblici. Sfortunatamente non poté realizzare tutti i suoi
progetti poiché morì in un incidente aereo in Egitto nel 1935.
La città ne ha voluto onorare la memoria con un monumento, una
statua bronzea, a figura intera, scolpita da F. Longo nel
1938, la quale si erge in Piazza Duomo su un alto piedistallo,
sormontato da una stele recante in cima l'effigie marmorea
della Vittoria alata. Un'altra effigie gli è stata riservata
nel Palazzo del Municipio, a lui intitolato.
Nel 1993 con la realizzazione di un solenne monumento, la
città ha inteso onorare la memoria di un altro suo illustre
figlio, Michele Morelli, grande patriota e martire del
risorgimento.
Il 3 Luglio 2006 viene duramente colpita da una alluvione che
provoca la morte di 4 cittadini ed ingenti danni economici
all'industria, al turismo ed ai beni dei privati. I danni
maggiori si registrano nelle località di Longobardi, Vibo
Marina e Bivona, investite da un'enorme e inverosimile
quantità di acqua mista a fango e detriti. L'eccezionale
evento evidenzia grosse responsabilità da parte delle
amministrazioni del territorio Vibonese che si sono via via
succedute sin dai lontani anni 50. Nel corso di tutti questi
anni gli amministratori infatti hanno permesso una selvaggia e
scellerata urbanizzazione, non hanno provveduto alla
realizzazione di un adeguato sistema di canalizzazione delle
acque ed hanno effettuato un' insufficiente manutenzione e
pulizia dei canali di deflusso delle acque.
Cultura
La mitologia racconta che là, dove l'aspro sperone del monte
Ipponio si protende sul mare di Lampetia (Lamezia Terme), la
giovane dea Persefone-Kore, figlia di Zeus e di Demetra, fu
rapita un giorno da Plutone che la costrinse a seguirlo nell'Averno
su un carro trainato da cavalli furenti. Il padre Zeus dispose
che trascorresse i mesi dell'inverno nell'Ade e i mesi estivi
sulla terra. In quel luogo fu innalzato un tempio e le
fanciulle dell'antica Veip, in primavera, vestite a festa, con
la testa cinta di fiori, rendevano omaggio alla dea.
Link
www.provincia.vibovalentia.it
www.viboonline.com
Fonte: Wikipedia.org.
Disponibile sotto GNU Free Documentation License
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