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Sulmona
Sulmona è una città di circa 25.000 abitanti, in Abruzzo, in
provincia dell'Aquila
Eventi - La giostra cavalleresca
L'antica Giostra Cavalleresca risale agli Svevi e fu molto in
voga al tempo degli Aragonesi. Poi intorno alla metà del '600
la mancanza e di cavalieri costrinse la città a sospendere la
manifestazione, che a quei tempi si svolgeva per ben due volte
nell'arco dell'anno.
Fortunatamente, nel 1995, la Giostra è rinata e il successo è
stato clamoroso.
Naturalmente la versione odierna è stata adattata ai gusti e
alle esigenze moderne, riducendo soprattutto il lato cruento
di questa manifestazione medioevale.
La Giostra odierna è organizzata su un campo di gara a forma
di otto, Il campo di gara lungo il quale sono poste le quattro
sagome dei mantenitori, di cartapesta, da cui pendono tre
anelli, da 6, 8 e 10 cm, che devono essere infilati con le
lance. Ogni cavaliere rappresenta uno degli antichi Borghi o
Sestrieri in cui era divisa la Sulmona medievale e che oggi
sono tornati nuovamente un punto di riferimento per gli
abitanti del centro storico. La presentazione dei cavalieri e
delle insegne viene affidata ad un corteo storico di oltre 400
figuranti, composto da sbandieratori, tamburini, suonatori di
chiarine, dame e armigeri, in perfetto stile medioevale, che
sfilano lungo Corso Ovidio.
Il punteggio è calcolato sul numero e la dimensione degli
anelli infilati e in caso di parità prevale chi ha impiegato
il minor tempo di esecuzione. Gli scontri sono diretti e si
effettua un girone eliminatorio seguito da semifinali e
finali.
Al cavaliere vincente viene assegnata una catena d'oro con la
medaglia raffigurante lo stemma cittadino, opera dei maestri
orafi sulmonesi, mentre al Borgo o Sestriere va il Palio,
disegnato ogni anno da un diverso artista.
Storia - Antichità
Gli antichi scrittori, tra i quali Ovidio e Silio Italico,
concordano sulla remota orgine di Sulmona, ricollegabile alla
distruzione di Troia. Il nome della città deriverebbe infatti
da Solimo, uno dei compagni di Enea. Le prime notizie
storiche, però, ci giungono da Tito Livio che cita l'oppidum
italico e narra come la città, nonstante le battaglie perse
del Trasimeno e di Canne, rimase fedele a Roma chiudendo le
proprie porte ad Annibale.
Sulle alture del monte Mitra si hanno testimonianze
archeologiche dell'"oppidum", uno degli insediamenti
fortificati più grandi dell'Italia centrale. Si tratta di una
zona, posta più in alto della sede attuale della città, che
assunse la sua posizione tra i due fiumi Gizio e Vella solo
nel periodo romano. La Valle peligna, sede della vera e
propria "urbs" deriva il suo nome dal greco "peline"= fangoso,
limaccioso. Infatti, in età preistorica, la conca di Sulmona
era occupata da un vastissimo lago; in seguito a disastrosi
terremoti la barriera di roccia che ostruiva il passaggio
verso il mare dell'acqua crollò: in compenso il terreno rimase
fangoso e fertile.
Durante l'epoca romana, Sulmona fu sede di uno dei tre
municipi peligni assieme a "Corfinium" e "Superaequum".
Nell'81 a.C. si ha il secondo avvenimento narrato dagli
storici, ossia la distruzione della città da parte di Silla, a
seguito della ribellione per ottenere l'integrale applicazione
della "Lex Cornelia de Suffragiis". Dopo trentadue anni, però
si ebbe la rinascita, con la costituzione di una guarnigione
pompeiana, che dovette arrendersi, per l'ennesima rivolta dei
sulmonesi, a Marcantonio, inviato da Cesare. Ma la data
storica per Sulmona è il 43 a.C., anno di nascita
dell'illustre poeta latino Publio Ovidio Nasone, il cantore
dell'amore e delle Metamorfosi, poi esiliato a Tomi, in
Romania dall'imperatore Augusto. Dalle iniziali del celebre
emistichio "Sulmo Mihi Patria Est" la città ha preso le
iniziali del suo stemma: SMPE.
Le tracce della Sulmona romana sono riemerse dagli scavi nel
tempio di Ercole curino, posto ai piedi del monte Morrone in
cui, secondo un'antica leggenda, vi sarebbero i resti della
villa di Ovidio. Le ricerche hanno portato alla luce una copia
in bronzo rappresentante l'Ercole in riposo, oggi custodito
nel museo archeologico di Chieti. Si tratta di un bronzetto,
dono di un mercante, databile intorno al III secolo a.C.,
rappresentante l'eroe appoggiato col braccio sinistro sulla
clava da cui pende una pelle di leone: viene considerato uno
dei capolavori della piccola plastica antica. Oltre
all'Ercole, sono stati ritrovati materiali architettonici e
immagini votive.
Storia - Medioevo
La tradizione fissa nel III secolo l'avvento del
Cristianesimo: inizialmente il territorio peligno era
costituito da un'unica grande diocesi, quella di Valva, a cui
si aggiunse quella di Sulmona, dopo controversie nate con il
capitolo di Corfinio. Tuttavia la prima notizia di un vescovo
sulmonese risale al V secolo. La dinastia degli Svevi agì a
sostegno di Sulmona costringendo il vescovo a porre la sua
sede entro le mura della città.
Durante il regno di Federico II si ebbe la costruzione di
eccezionali opere civili, come l'acquedotto medioevale, uno
dei monumenti dell'epoca più importanti dell'Abruzzo. Dal
punto divista politico, Sulmona divenne comune sotto i
Normanni e, unita alla Marsica, costituì un'unica grande
provincia. Federico II, grazie agli statuti di Melfi, promosse
la città a capitale e sede della curia di una delle grandi
province in cui divise la parte continentale del regno. Infine
Sulmona fu sede del giustizierato e di uno studio di diritto
canonico equivalente a quello di Napoli. Importantissima,
inoltre, la disposizione per cui delle sette fiere annuali che
si tenevano in sette città del regno, la prima si svolgesse a
Sulmona ("primae nundinae erunt apud Sulmonam") dal 23 aprile
all'8 maggio.
Alla fine del 1200 Sulmona seguì da vicino la vicenda
dell'unico papa dimissionario, fra' Pietro da Morrone, meglio
conosciuto come papa Celestino V. Oltre alla vicenda più nota
bisogna ricordare l'istituzione a Sulmona della congregazione
monastica degli eremiti di San Damiano, poi detti Celestiniani.
La cella di Celestino V è ancora visitabile nel vicino Eremo
di Sant'Onofrio.
Storia - Rinascimento
La caduta degli Svevi portò all'avvento degli Angioini, che
osteggiarono fieramente la città, non perdonandole la fedeltà
a Federico II e il successivo appoggio al giovane Corradino.
Così Sulmona venne privata del giustizierato e poi della
facoltà di diritto canonico. Nonostante tutto nel XIV secolo
la città triplicò la sua superficie e si cinse di una seconda
cerchia di mura e di ben sei porte. Sempre in questo secolo si
costruì il palazzo dell'Annunziata, dapprima asilo per orfani,
poi ospedale e oggi uno dei simboli della città.
Nel corso del XVI secolo nacque la Scuola Orafa Sulmonese, i
cui manufatti esponevano il marchio SUL. Si ebbe la nascita
dell'industria della carta e furono impiantati vari opifici
lungo il fiume Gizio. Anche il commercio ebbe una notevole
crescita, grazie al mercato di stoffe preziose (la seta
sermontina). Venne innalzato, inoltre, il campanile
dell'Annunziata che è ancora oggi la costruzione più alta
della città, con i suoi 65.5 metri. Alla fine del secolo,
infine, fu introdotta l'arte della stampa, grazie al letterato
e studioso ovidiano Ercole Ciofano. Vennero edite le opere di
Ovidio e pubblicati i capitoli della giostra cavalleresca.
Storia - Storia moderna e contemporanea
Nel 1656 fu anche dismessa la Giostra Cavalleresca che si
teneva due volte l'anno per mancanza e disapplicazione dei
cavalieri, oltre che per la terribile peste: la manifestazione
è rinata nel 1995. Ma il seicento fu anche il secolo in cui le
chiese sulmonesi vennero dotate degli organi di tipo italiano
opera di organari locali, tra i quali Marino e Vincenzo da
Sulmona, che realizzarono in San Pietro a Roma l'organo della
cappella gregoriana. Nel 1706, poi, ci fu un disastroso
terremoto che distrusse l'intera città e che risvegliò la
cittadinanza.
L'ottocento, così, segnò un nuovo periodo di rinascita, in cui
il nodo ferrovario sulmonese, grazie alla sua strategica
posizione, ebbe notevole sviluppo e con esso si ebbe una
eguale crescita economica e demografica. Nel 1889 nacque
un'altra grande personalità della città, Giuseppe Capograssi,
insigne studioso di filosofia del diritto.
Il novecento è stato caratterizato da periodi di alterna
fortuna, tra i quali vale la pena ricordare la costruzione nel
1950 del teatro comunale, la ricostruzione dello storico
cinema Pacifico e e il passaggio del giro d'Italia nel 1911 e
nel 1992, quando fu sede di traguardo di tappa.
Durante la seconda guerra mondiale Sulmona subì gravissimi
danni e, vista la sua posizione al ridosso della linea Gustav,
vide lo spopolamento di tutta la zona sud (dalla Majella
occidentale alla zona dell'alto Sangro). Inoltre la città
venne bombardata con particolare violenza in quanto nodo
viario e ferrioviario strategico per l'intero. Nonostante
tutte le avversità si colgono i primi segni di rinascita a
partire dalla visita del primo presidente della repubblica De
Nicola nel novembre del 1946. Inoltre venne ricostruita una
zona della città completamente distrutta e ricostituito
l'Archivio di Stato, sottratto dal regime fascista per
vendicarsi di una rivolta popolare del 1929.
Nel corso della seconda metà del Novecento è stata avanzata la
proposta di fare di Sulmona il capoluogo di una nuova
provincia, ma il progetto non fu condotto a buon fine.
Link
www.comune.sulmona.aq.it
www.sulmona.org
www.giostrasulmona.it
www.sulmonacinema.it
www.caisulmona.it
Fonte: Wikipedia.org.
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