Catanzaro
Catanzaro è una città di 96mila abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e capoluogo della Regione Calabria. E' il secondo comune della regione per numero di abitanti.
È situata strategicamente al centro del Golfo di Squillace nell'istmo di Catanzaro, il punto più stretto della Penisola con soli 35 chilometri di terra che separano la costa jonica da quella tirrenica. Il nucleo storico della città è situato su tre colli (di San Trifone o San Rocco; del Vescovado; del Castello o di S. Giovanni che è il più alto).
Lo sperone su cui si è sviluppata Catanzaro vecchia è circondato da due torrenti: la Fiumarella (dial. iumarella) e il suo affluente Musofalo.
L'espansione urbanistica è stata limitata dalla struttura collinare del territorio. I nuovi quartieri si sono formati a partire da piccole frazioni in luoghi ben distanti dal centro: Gagliano, si trova oltre il ponte sulla Fiumarella, Siano, dalla parte opposta, oltre il Musofalo; i quartieri superiori di Pontepiccolo e Pontegrande si trovano sulla via che va verso la montagna, mentre il più grosso sviluppo urbanistico si è avuto nella valle della Fiumarella e fino al mare, attraversando i quartieri di Sala, Pistoia, il Corvo, Santa Maria e Marina.
Il centro abitato si estende attualmente fino al mar Ionio che bagna la frazione marinara con circa 8 chilometri di spiaggia e un porto peschereccio. Il territorio comunale è limitrofo al Parco archeologico di Scolacium.

Storia
Fu fondata all'inizio del X secolo, sotto il dominio bizantino.
La scelta territoriale fu suggerita dalle continue incursioni saracene: il generale Niceforo II Foca decise per l'edificazione definitiva di una roccaforte collinare a difesa.
Tra il XVI e il XVII secolo, Catanzaro acquisì fama in tutta Europa nel campo della lavorazione della seta, ottenendo dall'imperatore Carlo V una codificalzione della produzione di seta: Capitoli e ordinazioni della nobilissima arte della seta a Catanzaro. Grazie a tale attività, Catanzaro divenne una delle città più ricche del Meridione. La produzione si arrestò bruscamente in seguito alle epidemie di peste del 1668 e perse la maggior parte dei suoi "tesori" durante i saccheggi avvenuti durante il processo di unificazione d'Italia. Esempi di arte tessile catanzarese possono essere visti nella chiese del Monte dei Morti, dove sono conservati dei velluti di "porpora catanzarese".
I resti della roccaforte edificata nel 1060 da Roberto "il Guiscardo", sono visibili entrando in città dal Ponte Bisantis (popolarmente più noto come "Viadotto Morandi"), spettacolare costruzione (artisticamente illuminata di notte) che si erge su una sola arcata. Il ponte progettato da Riccardo Morandi, con la sua luce di 231 metri, costituisce un notevole esempio di ingegneria.
Il castello normanno, che sorge sul colle San Giovanni, fu adibito a carcere giudiziario per poi essere traformato nell'attuale complesso monumentale "San Giovanni".
Nel 1972 ha ospitato il processo per la strage di piazza Fontana, trasferito da Milano per motivi di ordine pubblico.
Catanzaro è, dal 1982, sede universitaria statale.

Lo stemma
Ogni città, ogni comunità ha un proprio gonfalone con un proprio simbolo, quasi sempre legato ad un fatto ad un avvenimento che ha segnato le sorti di quel comune. Così è per la nostra amata città che ha un emblema che non ha eguali per importanza e prestigio, degno solo di grandi capitali. Infatti, quando l'imperatore Carlo V divenne re di Napoli, Catanzaro dimostro' esplicitamente la fedeltà alla corona contro le inferenze dei francesi che nel 1528 comandati da Simone dei Teobaldi, inviato dal generale Lautrec, con un esercito di circa 30.000 uomini avanzò verso la capitale del Regno, che venne occupata ed assoggettata con un'azione rapida e incontrastata. Il viceré Don Pedro D'Alarcon Mendoza scappò da Napoli e si rifugiò prima a Castrovillari, ospite del duca don Ferrante Spinelli, quindi a Catanzaro, ritenuta più sicura sia per la maggiore distanza da Napoli, sia perché il castello della provincia calabrese veniva considerato inespugnabile. A Catanzaro arrivarono, così, oltre al viceré, tutte le forze di difesa spagnole e numerosi cavalieri e feudatari calabresi fedeli all'imperatore Carlo V, che con i loro contingenti andarono ad ingrandire l'esercito imperiale che raggiunse il numero di 11.000 uomini. La difesa di Catanzaro venne organizzata ripartendo la città in dieci presidi, ciascuno dei quali venne assegnato ad uno dei nobili che prendevano parte alle operazioni militari. Fra i difensori della città si distinsero Don Ferrante Spinelli, Don Alfonso Sanseverino, Ferrante Bisballis, il conte di Simeri, il capitano governatore della città Fernando Mazza e tanti altri. L’assediò durò quattro mesi la città, ma alla fine i catanzaresi ne uscirono vittoriosi. Lo stesso Imperatore definì la città "Magnifica et Fidelissima" e concesse l'altissimo onore dello stemma imperiale dell'aquila reale con il motto "sanguinis effusione "(in sostituzione del telaio, precedente simbolo delle attività artigianali della popolazione) il gonfalone della città tuttora riporta lo stemma dell'aquila reale ed il motto imperiale, unitamente ai tre colli su cui giace la città. Nel 1595, Filippo I° la eresse capoluogo della Calabria ulteriore, insediandovi la R. udienza.
L'elemento centrale dello stemma della città è l'aquila imperiale, privilegio accordato dall'imperatore Carlo V per premiare la strenua resistenza dei catanzaresi nel 1528 contro le truppe francesi fedeli ai Valois. Lo stemma è completato da uno scudo che riproduce i tre colli su cui si erge la città e da un nastro azzurro, stretto dal becco dell'aquila, su cui è riportato il motto "Sanguinis effusione".Sembra che il motto derivi dai vari spargimenti di sangue riportati in varie battaglie dai combattenti catanzaresi (sanguinis effusione = spargimento di sangue).

Link
www.unicz.it
www.comunecatanzaro.it
www.provincia.catanzaro.it
www.mycatanzaro.it


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