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Vacanze
estive 2005 - ricchi e pendolari
ROMA
- A spendere per le ferie estive sono le fasce alte di
reddito, mentre le fasce basse stringono ancora la cinghia.
Aumentano gli italiani ''fedeli'' alle abitazioni di citta',
mentre si affacciano nuovi ''pendolari'' delle vacanze.
E' il quadro ched emerge dall'indagine del centro studi
Fipe-Confcommercio su un campione di 750 aziende
rappresentativo del settore. Dalla ricerca risulta che il
turismo italiano e' in calo anche quest'anno, ma i dati
registrati nell'estate 2005 registrano un lieve contenimento
della flessione (-1,4%) rispetto al 2004 (-2,04%). A livello
assoluto, si registra un calo di presenze piu' contenuto pari
a 5,5 milioni, di cui 4,5 milioni di italiani (-1,6%) e un
milione di stranieri (-0,9%), con una perdita corrispondente
di fatturato pari a 338 milioni di euro, contro i 7 milioni di
presenze del 2004 e 420 milioni di euro dello stesso periodo.
La lievissima crescita di vacanzieri dei primi giorni di
agosto (0,4%) non basta pero' a compensare il calo gia'
registrato in luglio (-2,8%) e quello previsto per settembre
(-2,5%). A rendere meno drammatica la situazione rispetto allo
scorso anno e' il fatturato registrato dal segmento costituito
dalle strutture frequentate dai ceti piu' abbienti, come le
strutture termali e le localita' esclusive dei laghi e della
montagna (in calo quest'ultima solo a settembre). Alla crisi
del turismo balneare appena denunciata si somma quella dei
centri minori che registrano una contrazione per tutto il
trimestre, mentre le citta' d'arte, a differenza del 2004,
tengono bene nel mese di agosto.
''I dati che presentiamo - commenta Edi Sommariva, direttore
generale di Fipe-Confcommercio - devono farci abbandonare le
abituali e spesso sterili riflessioni estive sulle prospettive
di sviluppo del turismo e spingerci ad agire subito, prima che
sia troppo tardi. Sono almeno tre le questioni da affrontare.
Per prima cosa, bisogna recuperare produttivita' per il
settore attuando una decisa politica di incremento delle
presenze turistiche attraverso l'arricchimento e l'innovazione
dell'offerta (con 'brand' territoriali e di settore che
restituiscano identita' forte ai nostri sistemi di offerta)
ma, soprattutto, seguendo una politica dei prezzi e delle
tariffe piu' attenta (ridisegnando la propria offerta anche
sulla base di pacchetti e low-cost). Poi, dobbiamo
assolutamente evitare - e' la preoccupazione di Sommariva -
che il turismo italiano diventi accessibile soltanto ai
segmenti di mercato piu' ricchi (interni e internazionali).
Tuttavia, senza una ripartenza della domanda interna (e
l'inversione di tendenza del Pil del secondo trimestre fa ben
sperare) sara' difficile che l'economia turistica possa
riprendere slancio''.
Sono molti quelli che restano in citta' accontentandosi delle
gite giornaliere, complice la nuova paura del terrorismo e le
condizioni meterologiche non propizie e anomale nella prima
decade di agosto. Rispetto al 2004, infatti, la percentuale di
chi trascorrera' le ferie a casa e' aumentata dell'1,7 (pari a
558mila persone). E se lo studio di Fipe rileva che meno gente
si concede la pausa estiva pernottando fuori casa, osserva
anche che lascia l'abitazione principale delle citta'
soprattutto chi trova ospitalita' da amici e parenti, ma
sempre con un occhio attento al portafoglio. La colazione al
bar e' sostituita da quella in casa e si sceglie attentamente
a quale genere di divertimento destinare i pochi soldi in
tasca, rinunciando agli altri. Prima di acquistare un gelato
viene chiesto il prezzo e poi si decide per il piu' economico.
Incerte le previsioni registrate da parte degli esercenti per
la rimanente frazione estiva. Per il 35% di costoro la
stagione andra' male e per il 3,8% addirittura molto male.
Previsioni piu' rosee per 21,3% di baristi e ristoratori e
piu' che ottimistiche solo per l'1,3%. Infine, per il 38,8%
degli esercenti il bilancio sara' stabile.
11 agosto 2005
Fonte: Ansa.it
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