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Qualità del
mare in miglioramento
ROMA - Quello di quest'anno
''e' un mare che non conoscevamo da tempo''. A giudicare la
qualita' dei tuffi dell'estate 2005 e a dare consigli su una
vacanza sicura, uno dei massimi esperti delle acque nazionali,
Folco Quilici, documentarista, scrittore e presidente
dell'Istituto per la ricerca sul mare (Icram) del Ministero
dell'Ambiente.
''Il mare italiano da 2-3 anni - ha detto Quilici - e'
veramente in crescendo di miglioramento. La protezione di
alcune aree ha permesso un ripopolamento a una velocita' che
nessuno poteva immaginare con risultati ottimi anche al di
fuori dei confini delle zone tutelate''. Cernie, coralli,
praterie di Posidonia stanno tornando al loro meglio. Ma
l'avviso e' quello di guardare e non toccare. ''Ci vuole molta
coscienza civica e i subacquei in questo possono essere degli
ottimi paladini di difesa'', ha aggiunto Quilici parlando di
chi va sott'acqua.
E per chi sta in spiaggia dice no alla ''faciloneria di massa'':
''Sui nostri arenili c'e' troppa gente che non sa nuotare o
nuota male e che si avventura lo stesso in acqua'', ha detto
Quilici per il quale invece, anche chi e' molto esperto, ''non
deve avere troppa fiducia nel mare''. Soprattutto il
Mediterraneo: ''Possono esserci folate di maestrale o di
libeccio e questo per una piccola barca puo' rappresentare un
pericolo''. Secondo Folco Quilici, quindi, regole fondamentali
sono quelle di ascoltare e seguire ''molto attentamente i
bollettini meteo e del mare'' e avvisare sempre quando ci si
sposta. ''Vado in mare da piu' di 50 anni e anche oggi - ha
raccontato - lo dico anche a me stesso, quando mi fido troppo
non va bene''.
Per i sub, il consiglio e' non immergersi mai da soli. 'Anche
la piu' piccola stupidaggine puo' diventare grave, come i
pezzi di reti abbandonate di cui sono pieni i fondali del
Mediterraneo. Inoltre e' bene affidarsi ai diving. ''Rispetto
al passato, adesso per immergersi occorre avere un brevetto -
ha detto Quilici - non e' piu' il far west di una volta, c'e'
anche molta piu' educazione e gli incidenti sono quasi
spariti''.
Per quanto riguarda la salute del mare c'e' stato un vero e
proprio salto di qualita'. ''Ho iniziato ad andare sott'acqua
nel '48 - ha raccontato Quilici - e quando dicono che allora
il mare era bello posso dire che e' vero, era bello, ma non
c'erano pesci. Allora si pescava con le bombe. Poi c'e' stato
un miglioramento a meta' degli anni '50 quindi di nuovo un
crollo fino agli anni '80 quando regnava la devastazione
selvaggia da parte del turismo e della pesca senza controlli''.
''Poi le aree marine protette - ha proseguito l'esperto - sono
arrivate anche in Italia. All'inizio sono nate male, erano
solo sulla carta e prevedevano unicamente divieti, addirittura
mi capito' di sentire sgridare un bambino perche' camminava
sulla riva. Negli ultimi anni, invece, si e' passati dal no al
si' e oggi nelle aree marine protette non solo si puo' andare
ma si deve andare per vedere com'e' cambiato il mare''.
Quilici ha quindi annunciato che dopo l'estate sara' nell'area
marina protetta di Punta Campanella, di fronte a Capri.
Intanto si gode la pace della campagna per dare gli ultimi
ritocchi al suo nuovo libro, in uscita ad ottobre, e che per
puro caso ''sembra la storia del sottomarino russo andata a
buon fine''.
9 agosto 2005
Fonte: Ansa.it
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