|
Birdwatching in Italia
Si scrive biowatching ma si
pronuncia baiouoccing: è la nuova frontiera del turismo
naturalistico. Il biowatching è l’osservazione della diversità
biologica, della natura cioè in tutte le sue forme. E per
farlo non serve certo essere laureati in Scienze naturali.
Anzi, tutt’altro. L’interpretazione della natura sta
diventando una passione che coinvolge sempre più persone e
l’Italia per la ricchezza di oasi e parchi naturali una meta
conosciuta e apprezzata anche all’estero. Ma vediamo dove è
possibile “andar per natura” ad osservare prima di tutto gli
uccelli. Sì, perché è il
birdwatching la forma finora
più conosciuta e praticata di osservazione della natura.
Sul Delta del Po
Il birdwatching è un’attività
ancora relativamente nuova nel
Delta del Po, che ospita
diverse popolazioni di uccelli nidificanti, svernanti o anche
solo di passaggio. Perché durante il periodo delle migrazioni,
la costa adriatica svolge un importante ruolo di corridoio di
passaggio dalle regioni del nord a quelle del sud dell’Europa
in autunno e nella direzione opposta in primavera. Qui, vive
una ricca popolazione di Fraticelli, la più numerosa in
Europa. Ma anche altre specie più rare come la Moretta
Tabaccata e il Fistione turco, mentre gli stormi di
Fenicotteri vi trascorrono i mesi estivi per nidificare. Il
Parco del Delta del Po è una
zona umida estremamente varia. Si passa da dune sabbiose con
la vegetazione tipica della macchia mediterranea a boschi di
pini dalla classica forma ad ombrello, alle saline, a lagune
aperte le cui acque poco profonde ospitano una ricca fauna
ittica. Praticare birdwatching qui è facile: sono molti i
punti nei quali è possibile trascorrere un’intera giornata
osservando la ricchissima fauna.
Il fascino delle Cinque
Terre
Il territorio delle
Cinque Terre è tra i più
suggestivi d’Italia quanto a paesaggio naturale. Tutta la zona
fino a Porto Venere è infatti Parco naturale e marino con
flora e fauna rara e protetta. Numerosi quindi gli uccelli che
si possono osservare se si decide di fare birdwatching qui.
Diffuso ad esempio il gabbiano reale che abita le coste e le
spiagge; più raro il falco gabbio, la poiana, il picchio
rosso, il falco pellegrino, il cuculo. Più comuni invece il
merlo, la capinera, il passero, lo scricciolo, il pettirosso,
l’occhiotto, il cardellino.
Dalla montagna al mare
Nel periodo estivo le montagne
alpine e appenniniche sono senza dubbio una meta
irrinunciabile per molti appassionati di birdwatching. In
particolare, i parchi nazionali del
Gran Paradiso e dello Stelvio
sono aree ricche di uccelli e ospitano tutte le specie tipiche
di questi ambienti: dallo spioncello alla bigiarella, dal
venturose al picchio muraiolo. Per di più in questi parchi, se
si è fortunati, è possibile anche vedere il rarissimo gipeto,
una specie di avvoltoio che ha recentemente ripopolato le
Alpi, grazie a un programma internazionale di reintroduzione,
dopo 70 anni dalla sua estinzione. E ancora sulle cime dei
monti è possibile osservare i fringuelli alpini, i sordoni, i
gracchi alpini e i gracchi corallini.
Ma anche se ci si trova al mare
si può fare del birdwatching. Soprattutto se si trascorrono le
vacanze in
Sardegna o in
Sicilia, o in una delle tante
isole minori. Ad esempio, le lagune delle Sardegna e della
Sicilia offrono la possibilità di sosta a gambecchi,
piovanelli, albastrelli, avocette e fenicotteri. In
particolare, l’Isola
di San Pietro in Sardegna tutela una delle più grandi
colonie di Falco della regina del Mediterraneo.
Birdwatching
nell’arcipelago toscano
Le
isole toscane sono un grande
ponte migratorio tra l’Europa centrosettentrionale e l’Africa:
in particolare, per l’avvistamento degli uccelli da segnalare
sono le falesie di Cala Maestra a
Gorgona o Cala Scirocco e Cala Grande a
Montecristo, e poi Capo d’Enfola
all’Elba. Ma anche la costa
occidentale di Punta del Capel Rosso al
Giglio e Punta del Trattoio a
Capraia. Ma all’Elba e a Capraia è possibile assistere
anche alla nidificazione del più veloce predatore alato: il
falco pellegrino. Mentre di grande richiamo per i birdwatcher
è il picchio muraiolo che vive negli ambienti rocciosi del
Giglio e di Capraia. A Giannutri,
invece, si trovano varie specie di rondini e rondoni, tra cui
il poco diffuso rondone pallido, nonché la rara pernice rossa
all’Elba e Pianosa. Il Parco
nazionale dell’arcipelago toscano annovera, inoltre, la
presenza delle più numerose colonie del rarissimo gabbiano
corso, che è diventato il simbolo del parco stesso.
Ilaria Zaffino
12 agosto 2005
Fonte: Kataweb.it
|
|