Oasi del Lago di San Giuliano

Dov'è e come raggiungerla: In Basilicata, Comuni di Matera, Miglionico e Grottole. S.s. 7 bis Matera-Ferrandina, svincolo San Giuliano al Km 561.

Estensione: 1000 ettari (prossimo ampliamento)

Gestione: Diretta del WWF Italia in accordo con la Provincia di Matera.

Ambiente: L'Oasi comprende un lago artificiale creato nel 1957 a scopo irriguo; al corpo centrale si aggiungono un prezioso tratto di fiume e una valle stretta e profonda, la "gravina", tipica anche dell'altopiano pugliese delle Murge, e scavata dal fiume Bradano.

Flora e fauna: Sulle sponde del lago sono state piantate diverse specie di alberi non autoctoni durante le operazioni di bonifica: eucalipto, pino d'Aleppo, cipresso. In alcune aree sta tornando la roverella, un tempo molto più diffusa; sulle sommità della gravina è presente una vegetazione adattata a climi e suoli aridi, mentre alla sua base e sulle rive del fiume cresce la vegetazione igrofila: salicone, tamerice, pioppo tremulo. Interessante è la presenza del pisello odoroso selvatico e di due piante endemiche delle regioni più meridionali d'Italia, e comunque assai rare: Anthemis hydruntina, una composita affine alla camomilla e Campanula versicolor, presente sulle pareti rocciose della gravina. Il lago è un importante sito di sosta per uccelli migratori sono state osservate circa 180 specie di uccelli, tra cui, folaga, cormorano, airone cenerino, gru, cicogna bianca, cicogna nera, spatola, airone bianco maggiore, cavaliere d'Italia, falco pescatore, nibbio reale, nibbio bruno, falco di palude, grillaio, lanario. Importante la nidificazione, nelle forre dell'Oasi, del raro capovaccaio. Lo svasso maggiore nidifica nell'Oasi ed è facilmente avvistabile. Lungo il fiume è possibile scorgere il pendolino, simbolo dell'Oasi. Tra i mammiferi sono presenti, oltre a tasso ed istrice, anche due specie molto elusive: gatto selvatico e lontra.

Strutture: Percorsi-natura, Centro visite, laboratorio didattico.

Attività: Educazione ambientale, ricerca scientifica, Centro Recupero Animali Selvatici.

Visite e numeri utili: Aperta tutto l'anno. Per informazioni e prenotazioni telefonare a 0339 1637510 oppure 0347 6103769. Fax 0835207093.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oasi della Faggeta di Moliterno

Dov’è e come raggiungerla: In Basilicata, Moliterno (PZ) Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria; dall'uscita Buonabitacolo-Padula Km. 30, Strada statale SS 103.

Ambiente: Il Faggeto di Moliterno ricopre le pendici nord Orientali del monte Calvarosa (1261 m) tra Basilicata e Campania. Si sviluppa su quote comprese tra 900 e 1200 metri su terreni formati da calcareniti e da calciruditi risalenti al periodo del Cretaceo.

Flora e Fauna: La maggior parte della superficie boschiva è caratterizzata da fustaie di faggio con esemplari di grande mole che svettano dal ricco sottobosco. Sono presenti inoltre roverella, nocciolo ed orniello con rovo, biancospino, perastro, melo selvatico, pungitopo; in primavera, fioriscono crochi, olivelli, viole, primule, anemone appenninica, aquilegia e narcisi ravvivando il bosco con smaglianti colori, che proseguo9no in estate con fiuriture di giglio rosso e campanula, mentre in autunno diverse specie di funghi popolano le zone più umide. Nell'area è stata segnalata la presenza del lupo e numerosa è l'avifauna che comprende molti rapaci notturni tra cui gufo e civetta.

Estensione: 312 ettari

Gestione: WWF e Pro Natura

Strutture: Sentieri natura.

Attività: Educazione ambientale, escursioni geologiche, passeggiate in bicicletta, visite presso aziende agricole dove degustare prodotti tipici.

Visite e numeri utili: Aperta tutto l’anno. Visite guidate, scolaresche, comitive, solo su prenotazione telefonando al responsabile WWF Vito Mazzilli tel.097564087-67712 o al WWF Sezione di Viggiano tel. 0975354053

Vincoli: Sito d'Importanza Comunitaria IT9210110 Inserito nella proposta di perimetrazione nel Parco Nazionale della Val d'Agri - Lagonegrese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riserva regionale Abetina di Laurenzana

Dov’è e come raggiungerla: In Basilicata, Comune di Laurenzana (PZ). Da Potenza, sulla s.p. Corleto-Perticara, superato il centro abitato di Laurenzana, si incontra un bivio: seguire la strada per Viggiano, lungo la quale si trova l'ingresso dell'Oasi.

Ambiente: E' un ambiente molto peculiare, in quanto si tratta di un bosco di abete bianco collocato nelle fasce vegetazionali solitamente occupate da faggio e cerro. L'abetina di Laurenzana è considerata, dal punto di vista botanico un Aquifolium-Fagetum ed è quindi una cenosi con caratteri unici e diversi da quelli presenti delle abetine più settentrionali.

Flora e fauna: Bosco puro di abete bianco, o misto a faggio. L'abete bianco presente in quest'area si differenzia dall'ecotipo settentrionale per gli aghi più arrotondati e dal colore più chiaro. Sono presenti anche acero campestre, cerro, pero selvatico e agrifoglio. Tra i mammiferi lupo, gatto selvatico e faina. Tra gli uccelli picchio nero, vero e proprio relitto glaciale, nibbio reale, nibbio bruno, poiana, civetta, allocco, gufo comune.

Estensione: 330 h

Gestione: Provincia di Potenza. Gestione Centro visita: WWF Italia, tramite convenzione con il Comune di Laurenzana.

Strutture: Sentieri natura, foresteria, Museo dell'Abete bianco, pannelli didattici.

Attività: Escursioni invernali con sci da fondo, campi estivi, settimane bianche, settimane verdi, servizi didattici.

Visite e numeri utili: Aperta tutto l'anno. Visite guidate, scolaresche, comitive, solo su prenotazione telefonando alla Cooperativa Abies Alba tel. 0347-3216399.

Vincoli: Area Protetta Regionale, iscritta nell'Elenco Ufficiale delle Aree Protette, inserita nel Network Natura 2000. Già dal 1971 è stata segnalata dalla Società Botanica Italiana quale biotopo da proteggere. SIC.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riserva Regionale del Bosco di Policoro

Dov'è e come raggiungerla: In Basilicata Comune di Policoro(MT). S.s. 106 Ionica, incrocio per l'idrovora di Policoro, direzione bosco Pantano Sottano. Stazione ferroviaria di Tursi-Policoro.

Estensione: 21 ettari

Gestione: A cura del WWF Italia ( Sezione regionale della Basilicata).

Ambiente: Il bosco igrofilo di Policoro, esteso per circa 680 ettari nei Pantani Soprano e Sottano, al cui interno è compresa l'area del WWF, è il relitto di una ben più vasta foresta planiziaria. Un habitat posto ai confini tra il fiume Sinni e il mare, che consente di osservare dalla spiaggia verso l'interno del bosco i diversi passaggi delle associazioni vegetative, dalla vegetazione delle sabbie alla macchia mediterranea a quella del bosco igrofilo. La varietà del bosco è data anche da aree palustri stabilmente impaludate con depressioni dove fiorisce l'Iris di palude e da alcune pozze retrodunali.

Flora e fauna: Nel bosco cresce una ricca e lussureggiante vegetazione, costituita da Pioppo bianco, Olmo campestre, Frassino oxicarpa, Ontano nero e Salice bianco. Nelle aree palustri si mescolano Canne di palude, Lentisco, Ginestra, e Giunco. Per la sua varietà ambientale, rappresenta un'area strategica per le migrazioni degli uccelli. Tra le specie più interessanti la Spatola, il Mignattaio, l'Airone maggiore, l'Airone cenerino, il Totano moro, il Cavaliere d'Italia, lo Svasso maggiore. Molte sono le specie che svernano nell'area, come il Falco pescatore, il Falco di palude ed il Cormorano, mentre è accertata la nidificazione dello Svasso piccolo, della Folaga e della Gallinella d'acqua. Molti sono anche i mammiferi come la Volpe, il Tasso e la Faina; di particolare importanza è la presenza della Tartaruga marina Caretta caretta. Ben documentata è la presenza della coleotterofauna (circa 2000 specie).

Strutture: Percorsi natura

Visite e numeri utili: Visite guidate prenotabili presso la Sezione Regionale WWF Basilicata, tel. 0971411382,oppure presso l'Oasi, tel. 0835980535

Attività: Ricerche scientifiche, incontri e censimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riserva Regionale del Pantano di Pignola

Dov'è e come raggiungerla: In Basilicata, nell'agro di Pignola (PZ), a pochi chilometri da Potenza, verso l'area industriale di Tito. Dalla Superstrada Basentana, uscita Potenza ovest, bivio per Pignola, Madonna del Pantano.

Estensione: Circa 200 ettari

Gestione: A cura del WWF Italia, in convenzione con i proprietari, il Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Potenza, dal 1988.

Ambiente: Il Pantano di Pignola si estende in una conca circondata da  cime che raggiungono i 1000 metri. Il Pantano nasce da uno sbarramento artificiale in un'area che già prima della bonifica era una palude; La Riserva è circondato da prati e coltivi.

Flora e fauna: Molto ricca e vegetazione sommersa, mentre lungo le rive predomina il canneto al quale si alternano le Tife e i vari giunchi. la vegetazione arborea ripariale comprende Salici bianchi e Salici fragili, l'Ontano napoletano e il Pioppo ibrido. Nelle aree più asciutte vi sono boschetti di Roverella, Farnetto, Biancospino. Simbolo dell'Oasi è il tuffetto: ma l'avifauna del Pantano comprende anche Aironi cenerini, Gallinelle d'acqua, Garzette, Fischioni, Alzavole ed altre specie di anatre, lo Svasso maggiore, il Martin pescatore, la Pavoncella. In primavera numerosi sono i limicoli lungo le rive fangose: Pettegole, Piro piro, Piovanelli, Pittime, Beccaccini, anche Mignattai. Molti anche gli anfibi: varie rane, l'Ululone dal ventre giallo, il Rospo comune. Nel bosco vivono diversi mammiferi insettivori, come il Riccio e il Toporagno acquatico, e carnivori come la Donnola, la Volpe e la Faina.

Strutture: Percorsi-natura, osservatori, Centro visite, foresteria, museo.

Visite e numeri utili: Aperta da settembre a maggio. Visite sabato e domenica ,alle 10:00 e alle 14:00 su prenotazione; le scolaresche gli altri giorni tel. 0971/486142.

Attività: Ricerche scientifiche, incontri e seminari culturali, censimenti.