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Prosciutto toscano DOP

 
Nella produzione del prosciutto toscano DOP Possono essere utilizzate solo cosce fresche, mai congelate, di suini provenienti da allevamenti controllati, da istituti appositamente costituiti, dal punto di vista sia genetico che dell'alimentazione, e di età minima di 9 mesi e peso minimo di 145 chilogrammi; il peso minimo del prosciutto fresco è invece fissato in 11 chilogrammi.
Il processo produttivo inizia con l’isolamento delle cosce e la rifilatura ad arco; segue la salatura a secco, con l'utilizzo di sale marino, pepe e aromi naturali di origine vegetale, quali aglio, rosmarino, ginepro.
Al momento della salatura a ogni prosciutto viene applicato un sigillo non asportabile indicante il mese di inizio stagionatura; dopo il lavaggio, l’asciugatura e la sugnatura, inizia la stagionatura che si protrae per un anno e solo dopo tale periodo, previo controllo a campione e periodiche analisi, viene apposto il marchio a fuoco attestante la conformità delle caratteristiche chimiche, fisiche e organolettiche del prodotto al disciplinare di produzione.

Storia del prosciutto toscano DOP
Leggi riguardanti la macellazione del maiale e la conservazione della sua carne erano presenti in Toscana già al tempo di Carlo Magno, ma è comunque intorno al XV secolo, al tempo dei Medici, che la produzione del Prosciutto Toscano viene regolamentata con disposizioni riguardanti l'intero processo produttivo che si sono mantenute inalterate fino a oggi.
Il Prosciutto nasce, quindi, da una antica tradizione degli agricoltori toscani, che, nel periodo invernale, macellavano il maiale ingrassato con passione per un anno, trasformandolo in salumi destinati al consumo familiare. Questa operazione, che vedeva impegnata tutta la famiglia, magari aiutata dal macellaio del paese, diventava quasi una festa. Poi, con lo sviluppo degli allevamenti, sono nati centri di trasformazione artigianali e piccolo industriali che, nel rispetto delle antiche tecniche di lavorazione, hanno mantenuto le tradizionali caratteristiche del prodotto.
Poiché in principio la conservazione delle carni avveniva solo con l’utilizzo di parecchio sale, veniva ritenuto “salato”; attualmente, con il perfezionamento degli impianti di stagionatura, la quantità di sale è stata ridotta a livelli simili a quelli degli altri prosciutti Dop prodotti nel Nord Italia, definiti “dolci”.

Fonte: NaturalmenteItaliano.it

 

Link utili
  Agraria.org
  Terre di Siena
  Naturalmente Italiano: prosciutto toscano
  Consorzio Prosciutto Toscano
 

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