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Prosciutto di Norcia IGP
Il prosciutto di Norcia IGP può esser prodotto esclusivamente
nel comune di Norcia, partendo da cosci di suino pesante
adulto. Nella lavorazione il coscio di suino viene rifilato a squadro per ottenere il
tipico aspetto a pera; viene salato a secco con sale da cucina
e tenuto così per 20-25 giorni, a seconda del peso. Trascorso
questo tempo, si lava con acqua tiepida, si condisce con pepe
e aglio e si appende di nuovo in cucina o in altro locale
idoneo, per l'asciugatura e una leggera affumicatura. Dopo
circa otto mesi si stucca con un impasto fatto di strutto e
farina, quindi si mette a stagionare in un ambiente umido e
fresco.
Il Prosciutto di Norcia quindi si differenzia considerevolmente
dal prosciutto generico, soprattutto per la
maturazione, di cinquanta giorni circa, e la stagionatura, che
dura quasi due anni.
Riferimenti storici
L’arte della conservazione delle carni
suine, nella zona del Nursine, era già famosa al tempo dei
Romani. La povertà dell’agricoltura di montagna e l’inattività
durante la stagione fredda favorirono il diffondersi degli
allevamenti e della pastorizia. Tali attività, infatti,
consentivano un’utilizzazione più razionale e continua delle
campagne laziali e umbre, rendendole sfruttabili anche durante
l’inverno. Proprio per questo motivo la pastorizia trovò
sostegno nel periodo della Repubblica e dell’Impero Romano e,
successivamente, nelle politiche dello Stato Pontificio.
Come conservare il prosciutto di Norcia IGP
Se acquistato affettato, il Prosciutto di Norcia va mangiato
entro breve tempo, per evitare che perda freschezza. Per
questo motivo è consigliabile comprarne nelle quantità
opportune per un consumo immediato. I prosciutti interi vanno
invece conservati in luoghi freschi, ma non in frigorifero,
dopo aver unto con una goccia d’olio la superficie di taglio e
averla rivestita con un foglio di alluminio o di pellicola
trasparente.
Fonte: NaturalmenteItaliano.it
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