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Mortadella di Bologna
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Da molte parti viene chiamata direttamente con il nome
della città di origine (Bologna), che sembra averle dato i
natali nel XIV secolo, per un felice connubio tra monaci e
norcini della città che hanno inventato questo tipo di
insaccato.
La produzione della Mortadella di Bologna è prevista,
oltre che in Emilia Romagna, nelle regioni di Toscana,
Lazio, Marche, Piemonte, Lombardia, Veneto e anche nella
provincia di Trento. |
Per prepararla si impiegano le carni di maiale che non sono
utilizzate per i tagli principali e il grasso della gola, che
viene riscaldato, dopo essere stato tagliato a cubetti, quindi
lavato e asciugato.
Si macina il tutto e si condisce con sale e pepe lasciato
intero. Varie le aggiunte che possono essere fatte, che
spaziano dallo zucchero ad altre parti del suino. Una volta
insaccata, in budello naturale o artificiale, la mortadella
viene cotta in forno ad aria secca e poi raffreddata.
Tipica la sua forma cilindrica, così come l'aspetto e il
colore della fetta: rosa uniforme, costellato di cubetti
bianchi ben definiti. Il profumo è inconfondibile, leggermente
speziato, mentre il gusto è pieno e ben equilibrato, grazie
proprio alla presenza del grasso che addolcisce il sapore
della carne. Nella versione artigianale, il colore è rosa più
scuro, a causa dell'impiego ridotto di nitriti e nitrati,
sostanze che svolgono un'azione antiossidante. Deve presentare
una gamma di profumi ampia e variegata, anche per l'impiego di
spezie quali il macis, il coriandolo macinato e l'aglio. In
alcune versioni la si vede proposta con pistacchi mescolati
all'impasto. Classica la presenza di chicchi di pepe nero, che
conferiscono notevole aromaticità.
Fonte:
Agraria.org
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