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Bresaola della Valtellina
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La zona di produzione della Bresaola della Valtellina è l'intero territorio della provincia di
Sondrio (Lombardia).
L'origine del termine "bresaola" è incerta. Secondo alcuni
deriva da “brasa”, brace, con riferimento ai bracieri
utilizzati anticamente per riscaldare e deumidificare l’aria
dei locali di stagionatura; secondo
altri il nome deriverebbe da un'espressione valtellinese che
ricorda la "brisa", una ghiandola presente nei bovini. |
La Bresaola della Valtellina viene consumata cruda; è prodotta
con carne di manzo, salata e stagionata, ma ne esistono anche
versioni ottenute dal cavallo. Nel manzo si ricava dalle
seguenti masse muscolari: fesa, punta d'anca, sottofesa, magatello e sottosso.
La forma è quella dei muscoli utilizzati, che possono essere
affinati fino a diventare pressoché cilindrici.
La materia prima viene salata a secco con sale, pepe ed erbe
aromatiche, quindi fatta riposare in salamoia per un periodo
che va dai 10 ai 15 giorni in vasche di legno o di acciaio, ad
una temperatura di 4 ° C. Dopo essere stata lavata ed
asciugata, la bresaola viene insaccata in budello naturale,
fatta asciugare e stagionare in condizioni di temperatura ed
umidità tali da determinare un lento e graduale prosciugamento
del prodotto.
Durante questa fase e nella successiva stagionatura, per una
durata complessiva di circa 12 settimane, si instaurano
fenomeni fermentativi ed enzimatici naturali, in grado di
rendere il prodotto conservabile, digeribile ed appetibile.
Fonte: Agraria.org
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